Signore e signori, ci siamo quasi: Google Assistant è pronto al lancio. L’ultima versione alpha dell’applicazione di Big G sembra far sperare nell’imminente arrivo dell’assistente più desiderato e completo per smartphone Android. Stando alle prime informazioni trapelate sembra che Assistant possa essere accessibile a livello globale per tutti gli smartphone Android con la versione 6 e 7. Questa sarà una delle tante funzionalità esclusive e, secondo quanto spiegato fino ad ora, una delle più interessanti del Google Pixel, modello che è stato lanciato un anno fa dall’azienda. Non a caso l’app sarà disponibile anche per smartphone non prodotti direttamente da Big G.

Quali sono le prime indiscrezioni su Google Assistant

Grazie alla release alpha dell’app scopriamo che sarà  possibile abilitare questo completo assistente vocale andando a effettuare una piccola pressione continua sul tasto “home”. L’app si presenta in tutto il suo fascino come un’implementazione di un assistente vocale: per fare un esempio concreto è un po’ come Siri per Android. Questo ti farà facilmente capire che l’intelligenza artificiale è alla base di questo progetto. Ora però è bene dire che se Google vuole sperare di ottenere il successo di casa Apple, dovrà pensare di aprire l’accesso del suo assistente a un sempre maggior numero di dispositivi. Cosa che potrebbe non essere così facile, anche se le basi di una buona riuscita sembrano esserci. Con la versione 6.13 dell’app di Google è stato installato sia sulla versione Android 7.1.1 che sul modello Android Mershmallow.

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Ha deciso di parlare attraverso un video mister Mark Zuckerberg, il CEO del colosso dei social network, Facebook. Questa volta, il giovane imprenditore ha deciso di poter lavorare per creare un algoritmo pensato per sostenere l’intelligenza artificiale. Da qui è nato Jarvis, ultimo gioiello che è stato pensato e realizzato da Zuckerberg, per poter aiutare in modo completo non solo gli esseri umani, ma una svariata quantità di elettrodomestici, facilitando il loro controllo e gestione. Per creare maggior curiosità attorno al progetto, il CEO del noto social network ha rivelato come sta procedendo la fase di creazione del sistema, per il quale ha già speso circa 100 ore di programmazione negli ultimi 12 mesi.

Che cosa dobbiamo aspettarci da Jarvis?

A oggi sappiamo quindi che questo prototipo di intelligenza artificiale permette di poter interagire al telefono o attraverso il computer. Permette di controllare diversi aspetti delle proprie abitazioni, partendo dalla regolazione della temperatura alle fonti di illuminazioni, fino agli elettrodomestici e ai dispositivi di sicurezza. Dopo ogni azione andrà ad archiviare dati e informazioni legate ai nostri gusti personali, in modo da poterti sempre coccolare. Zuckerberg ha spiegato che nella fase di studio di questo sistema artificiale, sono emerse alcune difficoltà legate soprattutto alla fase del linguaggio. In base al contesto infatti bisogna trovare un modo efficace per poter permettere all’intelligenza artificiale di riconoscere il comando. Se sono due le persone a pronunciare un ordine, lo stesso comando potrebbe significare altrettante azioni diverse. Ma oltre all’elaborazione del linguaggio naturale, non mancherà neppure il riconoscimento vocale e soprattutto quello visivo.

Uno dei cambi che andranno studiati con attenzione è per esempio il settore musica: il tuo assistente personale potrà far partire la musica, ma a causa dei tanti artisti, dei troppi album e canzoni diventa complicato lavorare con una keyword che dia il comando. Si potrà quindi richiedere di far partire la musica e sarà Jarvis a seguire le canzoni da te preferite. A quel punto ti basterà chiedere un’altra tipologia o genere musicale per aggiustare il tiro e continuare ad ascoltare ciò che più desideri.

Jarvis è la vera svolta innovativa da portare dentro casa

Grazie all’idea che porta alla realizzazione di Jarvis, per ogni utente sarà possibile interagire come se si parlasse a un reale assistente in carne e ossa. Vocalmente si potrà azionare qualunque dispositivo che sia una luce o che si tratti del forno in cucina. Il tutto viene garantito con un livello davvero elevato che sarà maggiormente affinato già nei prossimi mesi.

Nell’ultimo anno i diversi test hanno permesso a Zuckerberg di mettere alla prova e istruire Jarvis, capendo anche che cosa riesca ad apprendere da solo. Per ora però la questione dell’autoapprendimento resta una parentesi avvolto nel mistero. Il linguaggio naturale, il riconoscimento visivo e vocale, sono solo alcune delle varianti legate alle tecniche di riconoscimento. E’ difficile infatti per

E’ tempo di pensionamenti in casa Samsung: no, non parliamo di personale che si prepara ad abbandonare i piani alti dell’azienda di Seoul, ma bensì di una delle più note app realizzate da questo colosso mondiale. L’idea è quella di ritirare S-Voice dal mercato per lanciare una sfida rivoluzionaria del settore, affidandosi ai creatori di Siri, che sono attualmente al lavoro su Bixby, un nuovo assistente vocale. Grazie a un comunicato ufficiale la multinazionale coreana ha voluto confermare che il suo nuovo assistente virtuale potrà debuttare insieme al Galaxy S8 (il nuovo modello che sarà disponibile a partire da inizio 2017) e andrà a sostituire le sorti non troppo fortunate di S-Voice. L’assistente Samsung sarà realizzato da Viv Labs, team che è stato fondatore nel 2012 di Siri.

Rhee In-jong, vice-presidente esecutivo di Samsung Electronics, ha spiegato che grazie al nuovo strumento sviluppato in sinergia con Viv Labs si potranno organizzare veri e propri servizi che saranno collegati in modo diretto con il nuovo assistente. Secondo le prime indiscrezioni pare che l’assistente potrebbe anche essere integrato con altri dispositivi come per esempio i frigoriferi ed elettrodomestici Samsung.

S-Voice rimpiazzato da Viv: è possibile!

Nel momento in cui Samsung ha scelto di affidarsi a Viv ha voluto concretamente fare un passo avanti per il proprio sviluppo tecnologico, affidandosi a quella che è riconosciuta da anni come un’autentica eccellenza sul fronte degli algoritmi IA. La tecnologia base su cui lavora la start-up ha la capacità di interrogarsi in modo completo e sempre più preciso partendo proprio dalle domande che vengono poste dall’utente. Andrà poi a reagire in modo costruttivo riuscendo a puntare su particolarità che mai prima d’ora sono state introdotte nel mondo degli assistenti vocali installati su prodotti e dispositivi mainstream.

Rhee In-jong ha anche spiegato che più alto sarà il numero di servizi connessi e maggiore sarà la possibilità di far diventare smart l’IA, aprendo le porte verso nuove funzioni che saranno poi destinate all’utente. Per ora il nome Bixby è solo uno dei tanti rumors, visto che non è ancora stato confermato dai diretti interessati, ma in realtà è al momento un dettaglio alquanto superfluo. E’ ancora presto per trarre certe conclusioni, ma la curiosità è volata subito alle stelle: è quasi certo però che questa nuovissima I.A. di Samsung diventerà parte integrante dei futuri Galaxy, riuscendo così a compiere un importante passo in avanti nei confronti dei suoi diretti concorrenti di Apple, Microsoft e Google.

E’ stato ufficialmente svelato Google Assistant, una delle grandi novità di Big G che è disponibile per smartphone Pixel e Google Home; l’annuncio è arrivato al Google I/O 2016 che si è tenuto a San Francisco lo scorso mese di maggio. Cinque mesi dopo siamo qui a chiederci non solo quali sono le sue caratteristiche, ma soprattutto cosa cambia rispetto al precedente Google Now! Il colosso di Mountain View sembra davvero puntare tutto su questo nuovo assistente vocale che sarà in grado di conversare in modo diretto e reattivo con l’utente, andando a fornire informazioni inerenti a un vasto numero di argomenti richiesti. Se Google Now è un assistente vocale che ha spopolato nel 2012 assieme ad Android 4.1 Jelly Bean, Assistant è in tutto e per tutto il suo reale successore. Ma andiamo a scoprire perché.

Google Assistant si affida ad avanzate tecniche di machine learning, studiate al fine di migliorare in tutto e per tutto l’esperienza di ogni utente; non a caso si ipotizza già che possa diventare parte integrante dei dispositivi Android. E non solo. Assistant potrà permetterti di eseguire tutte quelle operazioni che erano già integrate con Google Now, andando quindi a pianificare quotidianamente i tuoi eventi, gli appuntamenti, effettuando ricerche e interagendo vocalmente con le applicazioni che hai installato sul tuo dispositivo. Sembra scontato, ma il nuovo assistente vocale appare ancora più intelligente di quanto già fosse Google Now. Vuoi aprire per esempio Spotify e avviare una particolare canzone? Ti basterà chiedere il brano e Assistant non solo aprirà l’app, ma seguirà alla lettera quanto è stato da te richiesto. Ma è lavorando su Google Home che riuscirà a dare il meglio di se: potrai quindi non solo giocare con la musica, ma anche avviare YouTube e chiedere la trasmissione di un particolare video sul tuo televisore grazie a Chromecast. E non è tutto, perché riuscirai a intrattenere una conversazione bidirezionale con il tuo assistente, che man mano andrà ad archiviare informazioni personali, preferenze e ogni informazione utile per conoscerti sempre di più. Ti aiuterà ad avere un sistema di schede personalizzate che servono per mantenere sempre aggiornati i dettagli legati ai luoghi visitati, ai risultati sportivi, al meteo, senza dimenticare i tuoi appuntamenti e molto altro ancora.

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Samsung è pronta a lanciare il suo grido di battaglia, fortificata dall’acquisizione di Viv Labs che gli permetterà così di iniziare ufficialmente la sua corsa verso un obiettivo fondamentale: l’assistente vocale per smartphone più intelligente che si possa immaginare. L’azienda punta a integrare i nuovi telefoni smartphone con aiutanti virtuali che siano sempre più abili, grazie a sviluppatori esterni che non solo utilizzeranno le proprie capacità, ma soprattutto per mezzo del supporto del machine learning nel riconoscimento vocale e nelle preferenze dell’utente proprietario del telefono. A frenare un po’ questo sviluppo è l’idea che l’intelligenza artificiale non sia ancora pronta per offrirsi a “portata di voce”, ma allo stesso si tratta di un traguardo non così impossibile e distante da raggiungere. La sfida è aperta tra le aziende che vogliono quindi primeggiare proprio su questo fronte.

Come si comportano le aziende?

Partiamo proprio da Samsung, che all’interno degli smartphone Android è sicuramente il solo in grado di sfruttare gli sforzi e le risorse necessario per svincolarsi davvero da Google. E in questo l’acquisto di Viv è stato sicuramente un messaggio indiretto di grandissime importanza. Tale piattaforma infatti è molto promettente, vanta infatti una serie di caratteristiche in grado di lavorare in autonomia sulle porzioni di codice necessarie per attuare i compiti che vengono assegnati. E’ chiaro però che una completa intelligenza artificiali ha bisogno costante di dati e quindi di essere usati a lungo e il più possibile per funzionare al meglio. Ed è su questo che Samsung vuole lavorare: il gruppo coreano, capace di vendere 500 milioni di dispositivi ogni anno, potrà non solo sfruttare Viv su smartphone, ma anche introdurlo nel campo degli elettrodomestici. Chiaramente si tratta di un progetto che richiederà non poco tempo, ma già a partire dal prossimo modello di smarphone potrebbero quindi arrivare interessanti novità, senza trascurare poi anche prodotti e gadget di altro settore.

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google home

Per settimane è stato il vero motivo di curiosità attorno al mondo Google, fino a quando non è arrivata ufficialmente la sua presentazione a livello mondiale. Dopo grandi trovate, dispositivi e idee uniche nel loro genere, arriva Google Home, un progetto che sembra voler completamente introdurre il Big G nel mondo della tecnologia più sviluppata e sofisticata che tu possa scoprire. Ma che cos’è Google Home? Possiamo tentare di semplificare spiegando che si tratta di un dispositivo che si connette a 2 microfoni e un diffusore audio composto da 4 speaker. Nella sua zona superiore presenta uno spazio dove potrai regolare il volume (alzandolo o abbassandolo) usando dei cerchi che si muovono in senso orario o antiorario.

E’ considerata a tutti gli effetti come la naturale evoluzione del noto motore di ricerca: a livello vocale infatti potrai fare con questo dispositivo tutto quello che solitamente faresti collegandoti sulla home page di Google, in modo da accedere velocemente a servizi offerti dallo stesso Big G.

google home

google home

Cuore pulsante di questa idea è la tecnologia Google Assistant, progetto che nasce da anni di ricerca ininterrotta e coadiuvata dall’applicazione del Machine Learning da parte di Google. Grazie a quest’ultima potrai avere libero accesso a qualsiasi impostazione e funzione di Mountain View tramite semplici domande. In una sola postazione domestica potrai andare quindi a controllare senza problemi la musica, riproducendo le tue canzoni preferite scegliendo all’interno di un parterre di più fonti come per esempio YouTube, Spotify, Pandora o TuneIn. Ma non solo: le tue stesse preferenze infatti saranno memorizzate in modo da non dover ripetere ogni volta gli stessi comandi e ricerche, ma semplificando man mano il servizio. Oltre alla musica però c’è molto di più: Google Home è infatti progettato per poter riprodurre i contenuti audio dalla radio o dai podcast.

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